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D'origine incerta, il piccolo centro della Grecìa Salentina non conserva molte memorie storiche.
Sulle sue origini vi sono numerose ipotesi alcune delle quali intrecciate a leggende più varie: come quella del valoroso guerriero seppellito sotto il Menhir di S. Anna, la cui tribù risiedeva nel territorio di Zollino, o ancora quella che narra la fuga degli abitanti del vicino feudo di Apigliano, avvenuta nel medioevo, per una massiccia invasione di vipere, verso il territorio di Zollino.
La presenza abbondante di opere megalitiche quali Dolmen e Menhir, fa supporre che tale territorio sia stato sconvolto nella preistoria dalle immigrazioni di popoli asiatici nel loro passaggio verso l'oriente, secondo le ipotesi formulate dal Marti.
Invece secondo il Gervasio le popolazioni che nella preistoria hanno abitato il nostro salento, appartengono ad una corrente mediterranea originaria dell'Africa settentrionale.
Zollino assimilò fortemente l'influenza Bizantina, sia nella lingua Grica, conservata in minima parte, sia nella liturgia orientale, tanto che il rito religioso greco si estinse solo nel 1688.
Le sue limpide forme barocche sono state disegnate da Francesco Manuli nel sec. XVII, quando il paese faceva parte del feudo di Carpignano, di cui era titolare la famiglia Ghezzi.
Fonte:www.comune.zollino.le.it
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