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La tradizione orale attribuisce al suo toponimo una chiara matrice romana, ricordando che il casale di Quintianum (poi Quinzano ed infine Squinzano) sorse nel medesimo luogo in cui il console Tito Quinzio Flaminino, aveva eretto la sua dimora.
Dalla fine del 1100 in poi le vicende di Squinzano corsero parallelamente, sebbene in posizione subalterna, a quelle della Contea di Lecce.
Nel 1560, con regio decreto, Squinzano divenne libero Comune demaniale, ma già nel 1623 fu costretto a rivendere tale diritto ritornando ad essere un Comune feudale, beneficiario del quale fu il nobile spagnolo Don Giovanni Enriquez.
Solo con l'abolizione del feudalesimo il territorio di Squinzano fu affrancato da qualunque soggezione nobiliare o ecclesiastica, avviandosi sulla via di un maggiore sviluppo economico, demografico ed urbano (sec.XVII-XVIII).
Agli inizi del XIX secolo, poi, anche Squinzano intraprese la lotta contro la dominazione straniera, dapprima con la Carboneria, successivamente con la “Giovane Italia”.
Sicché, alla fine delle lotte risorgimentali, il voto di annessione al nuovo Regno d'Italia fu quasi unanimemente espresso dai suoi abitanti.
Fonte:www.comune.squinzano.le.it
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