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Porto Cesareo o Cesarea romana, sorge sul luogo di fronte all’antica Sasina, anche se il territorio presenta testimonianze di insediamenti umani, collocabili intorno ai secolo XVIII e XVII a.
Certamente tutta la costa dell’Astrea, durante il periodo della dominazione romana, ebbe a svolgere un notevole ruolo portuale.
Agli inizi del 1500, la località dai Del Balzo Orsini, molto probabilmente pervenne in baronia agli Acquaviva, duchi di Nardò, mentre il porto e lo stesso emporio divennero un punto di riferimento per il commercio di olio e grano verso Napoli, Venezia e Genova.
Lentamente,Cesarea o Torre Cesarea subì un periodo di abbandono, con la consequenziale avanzata di zone paludose e della stessa malaria.
Cominciò a ripopolarsi verso la fine del sec. XVIII, quando sorse una tonnara, in attività solo per pochi anni, ma sufficiente per attirare l’attenzione della ricca borghesia, soprattutto di Lecce.
Con la bonifica dell’Arneo, durante il periodo fascista, l’incremento demografico si sviluppò in modo rapido e costante.
Verso la fine degli anni Cinquanta, l’attività piscatoria si accrebbe ulteriormente raggiungendo il suo forte sviluppo a partire dai primi anni del decennio successivo, e, imponendosi, come centro di balneazione e di attività marinare tra le più rinomate del Salento.
Questo nuovo stato di cose indusse i residenti a chiedere l’autonomia dal comune di Nardò, di cui era frazione, conseguita il 20 maggio 1975.
Fonte:www.comune.portocesareo.le.it
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