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Nardò, come centro abitato, trova le sue origini intorno all’anno Mille ad opera dei Messapi.
Infatti la etimologia del suo nome è da ritrovarsi nella parola nar, di derivazione illirica, che significa acqua.
Dopo la caduta dell'impero romano, Nardò passò sotto il dominio dei Bizantini e, per un brevissimo periodo, dei Longobardi.
Con i Bizantini si ebbe l’incremento della presenza dei monaci Basiliani, che diffusero, tra l’altro, una nuova tipologia costruttiva, cioè la costruzione in grotte.
Nel 1266, subentrarono gli Angioini, i quali, pur avendo organizzato i centri abitati del regno in universitas, svilupparono il feudalesimo.
La civiltà rinascimentale segnò una tappa importante per l’ambiente neritino, che divenne punto di riferimento qualificante per ogni umanista salentino e meridionale.
Nel 1600 maturarono anche fatti di rilievo, come quello della rivolta del 1647, che da Napoli si era trasferita in periferia.
Lo scoppio della rivoluzione a Napoli nel gennaio 1799 contro i Borboni coinvolse anche Terra d’Otranto.
La situazione che peggiorò dopo la prima guerra mondiale, sfociando il 9 aprile 1920 in una storica rivolta, quando, addirittura, si parlò di Repubblica neritina.
Un punto di arrivo significativo fu il periodo degli anni ’60, che si apriva per Nardò con alcuni grossi problemi sul tappeto, tra cui la crescita urbanistica e la trasformazione del tessuto socio-economico.
Fonte:www.comune.nardo.le.it
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