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Collepasso s'impone all'attenzione dello storiografo e dell'appassionato di studi locali per l'originalità del nome e per la singolarità della sua evoluzione storica.
Il toponimo, nella forma Koulopatze , è riportato in un pergamena greca del XII secolo, quale possibile traslitterazione ellenofona delle coeve forme d'archivio latino-volgarizzate Colopati e Colopaci.
Queste forme, costituiscono la vera antica denominazione del sito e dell'antico abitato dell'attuale Collepasso, e nella loro evoluzione volgarizzata (Colopatzi, Colupazo, Culopazze) sono pervenute sino a noi nella forma Culopazzo.
Il casale o feudo di Colopati/Colopaci , attestato nel corso del 1200 e del 1300, scomparve tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo e il suo territorio rimase spopolato, sino a tutto il 1700.
Alla fine del 1500 sul territorio di Collepasso è documentata la presenza di un certo numero di masserie nelle quali vivevano famiglie di coloni o lavoratori stagionali.
Agli inizi del 1800, nel territorio, si ricostituì il nuovo villaggio di Collepasso per iniziativa dell'ultima baronessa, Maria Aurora Leuzzi Contarini, e del conte Bartolomeo degli Alberti di Enno, che richiamarono sui terreni del feudo contadini provenienti dai paesi limitrofi, donando piccoli lotti intorno al palazzo baronale con l'esplicito intento di favorire la costruzione di abitazioni.
Nel 1907, con apposita legge proposta dal deputato galatinese Antonio Vallone, Collepasso venne elevato alla dignità di comune autonomo.
Fonte:www.comunecollepasso.it
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