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Dal latino castrum, col significato di centro abitato. Gli abitanti si chiamano Castrisani.
Già durante l’età del bronzo la località era abitata. Ne restano infatti testimonianze evidenti nei menhir detti “Della Luce” e “Croce”, di cui il primo sorge nelle vicinanze di una Cappella intestata alla Madonna della Luce, ed il secondo sulla strada che conduce a Pisignano.
Probabilmente sorse in epoca romano-imperiale come modesto agglomerato.Il centro trae origine da un fortilizio, in latino castrum, poi divenuto Castri.
Nel Trecento è documentata la sua appartenenza a famiglie nobiliari (i Lettere e i Condò) che divisero l'abitato in due parti separate da una strada.
Dalla fine del Trecento appartenne, ormai divisa, ai feudatari Francone e Guarino; i due centri si chiamarono col nome dei proprietari: Castri Francone e Castri Guarino.
In epoca successiva ospitarono profughi di paesi vicini in fuga dalle incursioni turche, e passarono ad altri feudatari: Andriani, Vernazza.
Solo alla fine dell'Ottocento,precisamente nel 1891, abolita la feudalità, l'abitato si unificò e acquisì l'attuale denominazione di Castrì di Lecce.
Nel corso del Novecento ha conservato la sua tradizionale economia agricola con l'insediamento di discrete attività artigianali.
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