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Verso la fine dell’Ottocento, Botrugno appariva come una piccola silenziosa, laboriosa comunità stretta attorno al suo maestoso palazzo,il palazzo marchesale, simbolo della storia e del prestigio delle famiglie feudali che lo avevano costruito ed abitato.
I Maramonte, padroni di Botrugno sin dal secolo XIII, lo vollero edificare verso il 1400, nella parte più alta del paese.
Nel gennaio del 1654 i Maramonte, le cui fortune erano andate precipitando, decisero di vendere il casale di Botrugno, alla famiglia dei Castriota Granai nella persona di Carlo Castrista, già barone di Melpignano.
Da allora i Castriota ne fecero la loro dimora stabile sino al 1817, portandovi lustro e ricchezza, anche grazie ad ardite e non sempre fortunate avventure commerciali.
Nel 1817,l’ultimo Castriota, che fu anche l’ultimo marchese di Botrugno, Francesco Maria, decise di donare ad Oronzo Guarini la terra e il feudo di Botrugno e lo stesso titolo di Marchese.
Ma allora di potere feudale era già cessato e i nostri comuni erano passati sotto il governo dei decurionati locali.
Fonte:www.comune.botrugno.le.it
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